A Torre di Palme una giornata tra natura, cultura, arte e sapori per celebrare un progetto unico nel suo genere
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La data: 13 giugno. Il tema: i fiori eduli. Il luogo: Torre di Palme. Esattamente, quello spazio verde circoscritto tra il balcone che getta lo sguardo sull’infinito, l’antica chiesa di Santa Maria a Mare e, poco discosto l’oratorio degli Agostiniani. La storia è ciclica, si avviluppa a spirale, così tutto torna, mutato ma torna. Secoli fa uno spazio più grande era l’orto dei frati, con tanto di olivi e di vigne.

Ora, in un quadrato più ristretto s’è pensato di piantare i fiori eduli. Non diamo per scontato che tutti li conoscano. Anzi. Allora, è bene ricordare che questi fiori si mangiano. Ce lo siamo scordato. Però egizi, cinesi e romani lo facevano normalmente. «I fiori eduli – si legge in una rivista specializzata – sono un’opportunità agricola concreta, un mercato in crescita che parla la lingua della ristorazione di alto livello, del benessere, della mixology e persino della pasticceria». Ed eccoci a noi: all’iniziativa di Torre di Palme che è stata proposta dall’Associazione Turris e dall’Unipop Fermo.

«La giornata speciale» come la definisce Maria Teresa Berdini, anima e motore molto mobile della Turris, si è tenuta nel giardino della parrocchia della chiesa di Santa Maria a Mare, ed è stata l’occasione per inaugurare il primo Giardino dei Fiori Eduli d’Italia. Obiettivo: unire divulgazione, esperienza sensoriale e valorizzazione del territorio. Molti i partecipanti attratti «dall’originalità di un progetto che pone al centro il mondo dei fiori edibili come patrimonio culturale, ambientale e gastronomico».

Ad aprire l’incontro la benedizione del parroco don Francesco Chiarini, a seguire intervento di Massimo Mattetti, storico dell’arte che ha accompagnato il pubblico in una suggestiva introduzione dedicata alla storia del giardino, raccontandone la nascita, il significato e la visione che ha portato alla realizzazione di questo spazio innovativo.

Sono seguiti gli interventi di Angela Mosti, flower sommelier, che ha guidato i presenti alla scoperta dell’universo dei fiori eduli attraverso profumi, caratteristiche e possibili utilizzi, e dell’agronomo Daniele Paci, che ha approfondito gli aspetti legati alla coltivazione, alla biodiversità e al valore ambientale di queste essenze. Dal canto suo, Ettore Fedeli, presidente di UniPop-Fermo ha sottolineato il valore educativo e culturale dell’iniziativa ricordando come Fermo sia stata inserita nella rete UNESCO delle Learning Cities, realtà internazionali che promuovono l’apprendimento permanente come strumento di crescita sociale, culturale e di sviluppo del territorio.

Momento particolarmente apprezzato dal pubblico è stata la performance di Daniele Violoni in arte Lord Truffle, con una frittata gigante con uovo di struzzo e tartufo di cui è una indiscussa autorità. L’ “opera” gastronomica ha così fiancheggiato quella culturale.

La giornata si è conclusa con una raffinata esperienza di degustazione dedicata ai sapori del territorio e ai fiori eduli: protagonisti un originale gelato ai fiori, proposto da Cecilia Panichi, il pane realizzato dalla ditta Frattole di Senigallia, i vini della Cantina Valdaso e le proposte dolciarie della Pasticceria Cognigni. Ognuno ha interpretato al meglio il tema dell’evento.

L’inaugurazione del primo Giardino dei Fiori Eduli d’Italia – ha commentato la Berdini – «ha rappresenta non solo la nascita di un nuovo spazio verde, ma anche un progetto culturale che mette in dialogo natura, conoscenza, tradizioni e nuove sensibilità verso il benessere e la sostenibilità». Legami ulteriori tra uomo e natura.

Adolfo Leoni
viverefermo.it