Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. I Carabinieri che salvano i nostri beni culturali
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Si chiama Nucleo TPC, che sta per Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. È costituito da carabinieri. Persone esperte, qualificate, efficaci e silenziose.

Se una grandissima parte dei nostri beni artistici vengono recuperati lo dobbiamo proprio a loro.

Ed è per questo che l’incontro di sabato 18 aprile a Fermo, nell’ex chiesa di San Filippo Neri, ore 17,00, assume un valore del tutto particolare.

A raccontare la sua esperienza come comandante del Nucleo TPC di Ancona, dal 2014 al 2021, sarà il Tenente Colonnello Carmelo Grasso, oggi comandante del Reparto Operativo Carabinieri di Teramo.

Si chiuderà così degnamente il ciclo di incontri dal titolo A tu per tu con l’opera d’arte, promosso dall’UNIPOP e dedicato alla conoscenza dell’opera d’arte in tutti i suoi molteplici aspetti (estetici, stilistici, materiali, sociali, storici e culturali).

Sarà anche un atto di ri-conoscenza per lo straordinario lavoro di quanti si adoperano per la tutela, la salvaguardia e il recupero del patrimonio artistico delle nostre comunità.

Il Ten. Col. Carmelo Grasso si è trovato ad operare con i suoi uomini nei territori di Marche e Abruzzo in un momento particolare come quello del sisma del 2016 e del dopo terremoto. Tantissimi i beni recuperati dopo le sottrazioni specie nelle chiese colpite dal terremoto.

A livello nazionale, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) dei Carabinieri ha ottenuto risultati straordinari negli ultimi anni.

Secondo i dati ufficiali più recenti, solo nel corso del 2024 sono stati recuperati complessivamente 80.437 beni culturali, per un valore stimato di circa 130 milioni di euro. I beni recuperati, che testimoniano l’ampio raggio d’azione del Nucleo, sono 44.308 reperti archeologici (di cui quasi 20.000 integri); 30.426 beni antiquariali, archivistici e librari; 5.703 oggetti paleontologici. Oltre ai beni originali, sono state sequestrate 2.804 opere contraffatte (soprattutto di arte contemporanea). Se queste fossero state vendute come autentiche, avrebbero fruttato ai criminali oltre 310 milioni di euro.

Il Nucleo nazionale può disporre di una Banca Dati dei Beni Culturali Illecitamente sottratti, che è la più grande al mondo, con oltre 1,3 milioni di file su opere da ricercare; e del sistema S.W.O.A.D.S., un software basato su Intelligenza Artificiale che monitora h24 il web, i social media e i siti di e-commerce alla ricerca di opere trafugate, permettendo solo nell’ultimo anno la localizzazione di decine di pezzi preziosi.

Adolfo Leoni
viverefermo.it